Paolo Colagrossi @punkt.ad
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I AM NAKED ON THE INTERNET finalmente!
Mi sono imbattuto per caso nel progetto ancora agli albori in fase di pre-lancio e mi ha incuriosito: ho iniziato a seguirlo, a capire lo spirito che lo animava e mi ci sono riconosciuto. Il corpo, nella sua totalità, è la maggiore fonte di espressione e di comunicazione di cui disponiamo: l'uomo nasce nudo e man mano inizia a “coprirsi”, dapprima per necessità biologiche – ai primordi, per via del clima freddo – e dopo per regole socio-culturali – come il “pudore”, sentimento nella vita sociale di tutti i giorni.
Il corpo nudo possiede e veicola un'incredibile carica simbolica e comunicativa, che però viene negli anni gradualmente trasmessa a ciò che lo copre: la sua forza si trasferisce alla “sovrastruttura” - sit venia verbo – del vestiario, ma la ricerca di tale forza è storicamente sempre viva - si pensi a quanto l'uomo ha fatto negli anni per “scoprirlo” senza contravvenire alle regole socio-culturali (scollature, minigonne, abiti attillati che ne evidenziano le forme e così via) per restituirgli la sua innata forza.
Il corpo nudo ha una potenza espressiva impareggiabile, ritenuta “pericolosa” e, perciò, censurata: è necessario recuperarla e sfruttarne le potenzialità e I AM NAKED ON THE INTERNET sta reclutando un esercito, rigorosamente nudo, per combattere e, speriamo, vincere questa battaglia!

Paolo, nato (nudo) a Roma, dove quest'anno ha vissuto la sua 44esima primavera.
Dottore in Sociologia con specializzazione in Comunicazione e Mass Media – con tesi antropologico-culturale sulla Moda e sulle sue implicazioni nella società tardo-capitalistica - due master – uno in Comunicazione d'Impresa ed uno in Grafica – nel 2008 fonda una piccola agenzia di comunicazione che, dopo circa 5 anni, abbandona per proseguire come freelance. Amante di musica (rigorosamente tutta o quasi) cinema (rigorosamente noir), caffè (rigorosamente ristretto al vetro), whisky (rigorosamente single malt) e donne (rigorosamente nude).

“La vita è l'arte dell'incontro” (Vinìcius de Moraes).