Censura, Censurae, Censuram

Ciao a tutti e benvenuti al mio primo articolo su IAMNKD. Oggi sono qui per parlare di una delle piaghe che subisce chi crea contenuti, specialmente erotici, sui social.

 

La censura negli ultimi anni ha preso una piega sempre più importante, spesso (troppo spesso) invadente, ingiustificata e senza quasi possibilità di rivalersi. Sui social si sta osservando un crescendo di account bloccati o addirittura bannati solo per il fatto di essersi messi in mostra o per aver realizzato un disegno un po’ spinto. È innegabile che nel corso degli anni la componente erotica sia cresciuta notevolmente nella cultura popolare ed è naturale osservare una ricaduta sui contenuti che molti artisti pubblicano.

Se ci mettiamo un attimo nei panni di chi deve gestire (letteralmente) un mondo virtuale, possiamo capire la volontà di proteggersi di fronte a contenuti che possono risultare offensivi per gli altri, ma allora la domanda sorge spontanea: esiste una giusta censura? Una good censorship? Un qualcosa che possa filtrare chi sta realizzando contenuti adatti al pubblico e chi no?

Ni.

 

I bot conquisteranno il mondo (o l’hanno già fatto?)

Che vuol dire? Guardiamo ai mezzi che abbiamo a disposizione oggi: il giudizio umano e l’intelligenza artificiale, che il 99% delle volte, ormai, soppianta l’uomo dovendo passare in rassegna i milioni di post che vengono pubblicati ogni ora.

Naturalmente una macchina non ha capacità di comprendere il contesto che c’è dietro a una foto, famoso è stato il caso del premio Pulitzer Nick Ut con la sua “Napalm girl”, la famosa foto scattata durante la guerra in Vietnam che ritrae una bambina nuda in mezzo alla strada, con i bombardamenti sullo sfondo. Facebook nel 2016 tolse quella foto perché l’algoritmo pensò violasse le normative, successe un putiferio e Zuckerberg rimediò al danno ripristinando il tutto; questo fatto riaccese il dibattito sulla potenziale minaccia di una IA troppo invasiva nelle nostre vite.

Di come lavora una intelligenza artificiale se ne potrebbe parlare per ore, ma non voglio appesantirvi troppo; voglio dire soltanto che dovremo lottare sempre più duramente col passare degli anni contro una macchina che, citando Alan Turing “se ci aspettiamo che sia infallibile essa non può essere anche intelligente”.

 

Bypassate il tutto con la creatività

Che vi faccia piacere posare nud* o che vi piaccia realizzare disegni zozzi fatelo, solo prepariamoci a essere più creativi nel mostrare alcune parti, perché nonostante tutto il fatto che un algoritmo non sia intelligente può essere usato a nostro vantaggio. Magari un determinato colore, un piccolo oggetto messo nella giusta posizione o delle illusioni ottiche possono essere usati come escamotage, come fa l’artista @pencil.dudes su Instagram. Non scoraggiatevi quindi di fronte a queste difficoltà, continuate a fare quello che più vi fa stare bene.

Per molti di voi sarà un discorso ovvio, ma non è così scontato se ci pensate bene, perché il messaggio che può passare quando un proprio post viene oscurato è che la nostra arte non sia ben accetta, che ci possa essere davvero qualcosa di sbagliato in quello che si fa, che ci si debba ridimensionare… autocensurarsi!

Il rischio che si corre attualmente è che per poter rientrare nelle grazie dei social ci si debba allora “castrare” in qualche modo, ma è la scelta più sbagliata che si possa fare. Piuttosto createvi un secondo spazio tutto vostro dove poter pubblicare senza pensieri quello che volete, come Patreon ad esempio.

“Aspetta, ma su Twitter si può pubblicare ancora senza problemi!” Vero! …per ora. Ricordatevi il casino successo con Tumblr, dove di punto in bianco è stata eliminata la possibilità di pubblicare qualsiasi tipo di contenuto erotico, senza contare le lacrime che ha versato chi pubblicava materiale furry.

Alla fine, forse, l’unico vero modo per sopravvivere a censure e ban vari è la collaborazione tra artisti. Parlare, scambiarsi opinioni e consigli è un ottimo modo per poter superare insieme le difficoltà che incontreremo nel futuro, nella speranza di non ritrovarci in uno scenario distopico come nell’anime “Shimoneta”, dove praticamente ogni cosa è censurata e vige una radicale legge di integrità morale. Noi siamo ancora fortunati, pensate a chi vive in paesi con regimi totalitari come Turchia o Iran, dove hanno censurato anche Charlize Theron nella pubblicità di Dior perché troppo scollata.

 

Un’ultima cosa!

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo e vorrei dire ancora una cosa. Dobbiamo tenere presente che è importante anche la dicotomia tra chi pubblica un contenuto e chi lo vede, nel senso che abbiamo una responsabilità verso chi fruisce del nostro lavoro, perciò facciamo in modo dare sempre un messaggio positivo, rispettoso e responsabile. Quello che voglio dire, col rischio di giustificare oscurantismi morali, è che avere un atteggiamento egoistico del tipo “contento io contenti tutti” non ci renderà di certo meglio dei tanto odiati algoritmi.

#IAMNKDTIPS

Per bypassare la censura, usate la creatività!

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