IAMNKD STORIES: DAPHNE BOHÉMIEN
BY: Daphne Bohémien - @daphne.bohemien

È una performer drag+, un'attivista LGBTQ+ e per noi è già un'icona.

Daphne Bohémien è un artista a 360 gradi, che non ha paura di combattere i tabù.

Ciao Daphne! Grazie mille per la tua partecipazione al nostro progetto.

1. Ti va di presentarti?
Hello! Io sono Daphne Bohémien, sono una persona trans, faccio parte di quello che a me piace definire come “mondo del DRAG+” e sono un’attivista.

2. Hai delle icone a cui ti ispiri?
Ho delle icone che ammiro e che in parte influenzano i miei look, ma tutto è fortemente rielaborato per adattarlo alla mia persona, ma sicuramente una mia grande icona è mia madre.

3. Qual è l’etichetta che ti è stata più spesso attribuita?
Forse sarebbe un pari merito tra STRONZA e TROIA , non mi hanno mai dato fastidio come etichette ed anzi a volte ho proprio alimentato questa cosa.
Non ho mai detto di essere super simpatica e affabile e per il resto, ho sempre avuto una vita sessuale molto attiva e questo ti fa diventare TROIA, ma solo se sei una donna o se sei un ragazzo femminile, se sei un maschio o quantomeno un gay maschile, allora sei un figo.

4. Social, croce e delizia. Hai mai avuto problemi con degli haters e come li affronti?
Ho avuto la fortuna di non scontrarmi mai con haters sui social, ma sono molte le persone che dietro ad un sorriso ed un saluto nascondono di peggio, non mi spaventa l’idea di avere haters, mi spaventa l’ipocrisia di molta gente che conosco.

5. Da poco hai fatto coming out come persona ‘gender fluid’ e ‘trans’. Puoi spiegare questi termini per chi ancora non li conosce.
Genderfluid è un termine che fa parte della definizione ad ombrello della parola “trans“.
Significa che il mio genere è fluido e che ci sono dei momenti in cui mi sento un ragazzo ed altre in cui mi sento una ragazza, non mi sento rappresentata dallo schema binario del genere.
A prescindere da questo io per me ho deciso che si utilizzino pronomi femminili e di iniziare un percorso medicalizzato per rendere il mio corpo più simile all’idea che ho di me.

6. Continuerai a fare la drag?
Si ha l’errata idea che fare drag sia diviso in due compartimenti ben distinti: le Drag Queen ed i Drag King.
Quando parlo di DRAG+, parlo di un termine che ha come fine ultimo quello di includere tutte le persone che fanno drag, a prescindere da genere, orientamento sessuale, età, fisicità o qualsiasi tipo di canone
Drag è una forma d’arte meravigliosa e deve essere aperta a chiunque, deve essere inclusiva e lasciare completa libertà di espressione.
Non ci possono essere schemi o paletti, puoi fare drag come vuoi e creare il tuo personaggio senza alcun vincolo.

7. Sei molto attiva nel mondo LGBTQ+ e non hai paura di affrontare temi controversi, come il coming out o l’HIV. Ci sono ancora dei tabù che non si riescono a infrangere?
Mi piacerebbe parlare di tabù, ma il problema non è questo, il problema è lo stigma, è il preconcetto che mette le persone in una posizione giudicante e spesso di difesa rispetto a dei temi di cui non sanno nulla.
Parlo di questi temi perché più se ne parla e più sarà facile normalizzare tematiche come queste e far sì che tutte le storie e le vite abbiano la stessa importanza

8. Se potessi dare un consiglio a chi infrange le convenzioni della società, quale sarebbe?
Di continuare a farlo, non possiamo pensare ad una rivoluzione se vogliamo stare comod*. Bisogna agire, parlare e quando serve, quando sembra difficile, bisogna farlo di più e con più insistenza.
Insieme possiamo davvero cambiare le cose, per quello è importante creare connessioni.

#IAMNKDTIPS
Il cambiamento può far paura, ma guardati intorno e buttati! Ci sono altre persone pronte a cambiare con te. Perché l’unione fa la forza… e non solo in camera da letto!

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