IAMNKD STORIES: ELLA BOTTOMROUGE
BY: Ella Bottomrouge - @ellabottomrouge

È un’artista di burlesque e si divide tra performance, produzione di show e insegnamento.

Tra una cosa e l’altra posa, legge, fa scorpacciate di zombie movies e cerco di incazzarsi giusto il necessario. È del Cancro e i Cancri amano tanto e dimenticano poco, so watch out, bitches!

Ciao IAMNKD!! Son felice di essere qui è dir poco, con la bella Miss Sorry ho un legame particolare. È stata la prima fotografa a scattare Ella, quando Ella era ancora un’embrione!

1. Sappiamo che il tuo percorso artistico inizia a teatro. Ci racconti come sei approdata al Burlesque?
Nella maniera più canonica di tutte: ho visto uno spettacolo e me ne sono innamorata. Ho cominciato a studiare e il resto è venuto da sé. Sono stata super fortunata ad aver incontrato persone pazzesche in questi anni che mi hanno sostenuta e stimolata. E chissà quante ancora ne incontrerò e quanto sarà bello riabbracciarli tutti appena questo incubo finirà!

2. Sei la prima performer lesbica dichiarata. Com’è stato recepito il tuo coming out? Ha penalizzato il tuo lavoro?
Quando ho cominciato a fare burlesque l’insegnante, le compagne, tutti sapevano che uscivo solo con le ragazze e pian piano è diventato sempre più normale per me renderlo pubblico. La vera differenza l’ha fatto essere riconosciuta come artista lesbica e esibirmi al Mix Milano (Festival Cinematografico LGBTQIA+ che dal 1985 promuove e sostiene la cinematografia Queer) e al Milano Pride, un anno addirittura con la mia direzione artistica e 15 performer incredibili! Ho capito che puoi essere quello che sei davvero, anche pubblicamente, e non gliene frega niente a nessuno. O quasi, perché non è sempre tutto rosa e fiori. Qualcuno ha mormorato allo scandalo, per i parenti sarebbe stato “più elegante” tacere e qualcun altro che mi ha accusata di strumentare la mia omosessualità, ci puoi credere?
È che non sempre il coming out è sentito come atto necessario, rimane una scelta molto personale. Secondo me è importante che i personaggi pubblici si dichiarino. Si spiana la strada per le nuove generazioni, si fa divulgazione, informazione e soprattutto si normalizza.

3. Oltre che una performer, sei anche un’insegnante e un’attivista LGBTQ+, tanto da aver creato dei corsi di Burlesque GENDER FREE. Spiegaci meglio.
Ci son tant* collegh* che, soprattutto all’estero, hanno corsi aperti a tutt* da anni, che poi è come la danza, il teatro o qualsiasi attività dovrebbe essere. Ma non è così nella realtà, guys.
Se fai danza classica e sei un ragazzo sarai sicuramente “effeminato” (quanto odio questa parola!) e i personaggi principali sono stati per decenni, se non tutto un intero secolo, appannaggio delle ballerine bianche.
I ruoli cinematografici per un attor* grass* erano per la maggior parte marginali e da macchietta.
Quando mi sono dichiarata ufficialmente ho pensato che presentarmi così #outandproud avrebbe avuto un brutto colpo, riducendo le allieve e il pubblico agli spettacoli. Ma preferivo essere sincera e onesta, soprattutto se volevo insegnare anche apertura e amore insieme al burlesque.
Ho fatto bene. Adesso ho sei classi a settimana piene di persone diverse: età, vissuto, genere, ho genitori, cancer survivor, persone non binary, persone transgender, qualcun* nato da altre parti del mondo, addirittura una mamma e una figlia!!
Si sostengono, si scambiano confidenze, si capiscono: è emozionante.

4. Ti va di parlarci degli altri progetti inclusivi come Drama e Out and Proud, che hai creato e porti avanti?
Drama è un queer cabaret coloratissimo dove tutto può succedere! È stato fondato da alcune Madri misteriose tutte legate al mondo della nightlife, della musica e dello spettacolo milanese.
Immaginate delle presentatrici che non sono proprio l’Ariston, stage kitten con tanto culo quanto doti canore e barba, musica e performance dove si mescolano drag, burlesque, danza, arte, comedy. Non tutti i performer sono professionisti, anzi! Puoi venire, goderti lo show e la volta dopo essere sul palco ad esibirti. Se pensate che Drama è stato anche il primo palco di alcuni talenti emergenti capite quanto inclusivo, internazionale e meraviglioso sia.
Out and Proud invece è un piccolo progetto nato con la mia Gio. È una frase molto semplice da ricordare e carica di effetto: in italiano suona come “dichiarati, esponiti e siine orgoglioso”. È un messaggio che si sente molto in ambito LGBTQIA+ e da qui io e Gio volevamo farlo esplodere.
Out and Proud, essere orgogliosi di qualcosa, di se stessi, del proprio lavoro, della propria relazione ma anche delle proprie differenze e particolarità fisiche è importantissimo. Puoi essere curvy, gay, lesbica, pansessuale, stripper, avvocato, ma anche avere la vitiligine, i capelli cortissimi e chissà cos’altro! Significa essere orgogliosi di quello che si è, di difenderlo e di rivendicarlo. Tutti posso essere Out and Proud, per noi tutti dovrebbero esserlo.

5. Il Burlesque non è uno spogliarello! Racconti alla Family la differenza?
Direi che non è un semplice spogliarello, perché lo spogliarello c’è, lo strip per intenderci.
È ampliata la seduzione, attesa, sensualità e il messaggio! Che non per forza deve essere politico, satirico, comedy, può anche essere un’intensa storia d’amore con il nostro corpo e che comunichiamo al pubblico. Ci togliamo i vestiti sul palco perché vogliamo, per nostro desiderio, per sedurre e essere libere di farlo con il nostro tempo, non per il piacere di qualcuno. E’ una linea sottile, ma tangibile e fatta tutta di autodeterminazione.

6. E tu che rapporto hai con la nudità? Ci sono ancora dei tabù che devi affrontare?
Starei sempre nuda! Ho cominciato a posare per le accademie di arte e disegno per pagarmi gli studi e ho sempre visto il corpo nudo come un grande foglio bianco, da poter utilizzare per creare. La nudità non mi spaventa, invecchiare sì. Ho scoperto che è un mio grande tabù! In fondo ho weswusettove anni! Da giovane ero un po’ bohémien, pensavo di vivere fino ai 26 anni, mettiamola così; e invece sono ancora qui a rompere.
Non sono tipa da palestra e a volte il corpo attraversa dei cambiamenti importanti, basti pensare a questo anno di pandemia quanto orribile è stato e lo è tutt’ora, mentalmente e fisicamente. Per questo penso che sia un desiderio legittimo voler rimettersi in forma, o cambiare.
Io intanto mi son messa a dieta, per il resto vi aggiorno!

7. Di recente hai aperto un profilo OnlyFans, come hanno fatto tant* liber* professionist*. Come mai questa scelta?
È stata esclusivamente una scelta economica che devo dirvi mi pesa. Sono discontinua con la produzione di materiale, trovo sempre qualcosa di meglio da fare! Per me non è un problema mettere in vendita delle mie foto uncensored. Le faccio sempre con qualità e con fotografi professionisti, e addirittura in passato ho fatto una campagna di polaroid il cui ricavato è stato devoluto ad una associazione milanese che lavora a sostegno tutte le donne vittime di violenza, sex worker comprese. È il desiderio che mi manca, è la volontà di interagire, di mettermi a nudo, che non mi prende. Ad esempio sono stata mega felice di posare ancora una volta per voi!! Capite la differenza?
Un po’ come dire “il corpo è mio e ci faccio io quello che voglio”!

8. Dove possiamo seguirti?
Fatevi un giro sul mio sito internet www.ellabottomrouge.com e sulla pagina YouTube
E non perdetevi @ellabottomrouge e il profilo backup @ellabottomrouge_backup aperto recentissimamente quando ho ricevuto talmente tante segnalazioni e cyber bullismo da farmi disattivare il profilo perché… non ero chi dicevo di essere! Ma anche @out_proud e @ella.bside, un profilo tutto dedicato al culo e @wet.theshow, un dinner show che dal 2016 porta i milanesi a gustare un menù afrodisiaco e uno show piccante tutto insieme!

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