IAMNKD STORIES: MISS NUIT BLANCHE
BY: Miss Nuit Blanche - @miss.nuit.blance

Nuit Blanche è un’artista performativa, designer, modella e organizzatrice di eventi.

La sua famiglia ha origini austriache e slovene, vive a Bologna con un Maine Coon senior di nome Geist, ama la pasta, è appassionata di occultismo e è la shopmanager del Fine Gentleman Tattoo Parlour, uno studio di tatuaggi e piercing nella sua città.

1. Ti conosciamo come una favolosa performer di Burlesque. Come è iniziata la tua carriera in questo mondo?

La mia carriera nel Burlesque è iniziata in modo fortuito: già da alcuni anni lavoravo come djette in diverse serate
arkwave e post-punk italiane e in quel periodo ero spesso a Milano. Qui la Burlesque School era nata da poco e quella sera si teneva il primo saggio scolastico delle allieve in apertura. In quell’occasione ho stretto quella che sarebbe stata un’importante amicizia con Artisia Starlight, che mi ha accompagnato in questo mondo e con la quale ho fondato le Silk Ribbon Sisters, il primo collettivo di Burlesque italiano che è stato un progetto che ho curato per undici anni, poi è nata la scuola, sono venuti i primi Festival, i primi riconoscimenti internazionali e svariate esperienze che mi hanno fatto viaggiare tanto e conoscere i personaggi più diversi.

2. Da dove prendi ispirazione per creare le tue performance?
L’ispirazione è principalmente musicale: di solito sento un pezzo che mi resta nel cuore, mi colpisce e fa scaturire una visione. Altre volte mi ispiro alla mia terra, alle tradizioni ed alla cultura del mio Paese, con il quale ho una “relazione complicata”, come si diceva qualche tempo fa sulle info di Facebook.

3. In uno dei tuoi act più iconici sei vestita da Tortellino! Come ti è venuta questa deliziosa idea?
Il mio act “Tortellini Triumph” nasce proprio da una di queste ispirazioni di cui parlavo poco fa: sentivo la necessità di rielaborare a modo mio la famosa “coppa di champagne” alla Von Teese e l’idea è venuta dopo l’ennesima richiesta da parte di una committenza di esibirmi in un prop simile. Io ho pensato “ma mi ci vedi in una coppa di champagne? Io al massimo posso stare dentro ad un piatt…!!!!!!” e il resto è storia, l’ho trovata una cosa molto divertente e ho proposto la cosa all’amica di sempre Albadoro Gala, che è impazzita. Volevo che l’abito fosse un trionfo di haute couture, a contrasto con l’argomento gastronomico e che nell’abito ci fosse il tessuto di Vichy, tipico delle trattorie regionali, ma che trasudasse glamour ed il suo atelier Baci di Gala era perfetto per questa impresa. Il momento del mio ingresso nel piatto gigante con il brodo è sempre esilarante e credo che la forza di questo act sia proprio l’equilibrio tra lo stile Comedy e l’aspetto chic che veste la narrazione.

4. Burlesque non è solo spettacolo, ma nel tuo caso anche insegnamento. Ti va di parlarci della tua scuola, la Silk Ribbon Academy?
La Silk Ribbon Academy è nata nel 2009, a Bologna e si è poi espansa in diverse province. Per diversi anni è stata il punto di riferimento in Emilia Romagna per chi voleva affacciarsi a questo genere. Sono poi seguiti corsi e workshop in tutta Italia e in Europa e ho visto nascere stupendi performer che ora fanno parte della nuova generazione, oltre che fiorire personalità fino ad allora represse da pregiudizi e condizioni sociali che affliggono tutt’ora la nostra realtà e che combatto lavorando alacremente sull’empowerment e la liberazione da stereotipi e preconcetti.
Quest’estate ho abbandonato il progetto Silk per una necessità personale di lavorare in solitaria. Ho sempre avuto una visione del lavoro come di un gioco di squadra, ma ho maturato nel tempo la voglia di misurarmi con l’autonomia e la solitudine. Quindi lo scorso autunno (stagione a me molto congeniale, essendo una Sagittaria imbizzarrita) è nata “Chez Blanche”, la mia scuola di Burlesque e factory di organizzazione eventi in cui porto avanti il lavoro degli ultimi dieci anni da sola… o quasi! Molte delle mie ex allieve, collaboratrici ed amiche sono ancora parte di quasi tutto. Diciamo che la mia indole sociale non muore del tutto, e questo è un lavoro che si fonda totalmente sulle relazioni umane.

5. Com’è essere un’insegnante? Che rapporto hai con y touy allievy?
Io non mi sento un’insegnante, piuttosto mi vedo come un’educatrice, in senso etimologico: non voglio inserire qualcosa di mio, ma estrarre qualcosa della persona con cui mi relaziono, qualcosa che già esiste, unica e preziosa. Mi sento come un’esploratrice che si avventura nel profondo di una jungla lussureggiante, oscura e feroce, piena di animali e colori, profumi, pericoli. E i pericoli sono tanti, perché le persone sono vittime di molte cose spiacevoli: traumi, società, educazione, paure, sono tutte cose che possono ostacolare la formazione di una personalità sana e solida. Tra l’altro parliamo di Erotismo ed il sesso non è mai contemplato nel quadro della salute generale, questo mi fa molto arrabbiare! Quindi io ho l’obiettivo di prendere per mano e condurre alla scoperta di qualcosa che (forse) può aiutare a completare una persona. Il rischio è altissimo perché si diventa una figura di riferimento ed io non sono un’amica, ma una coach. Questo è un paletto molto importante perché parliamo di Arte e non di Terapia. Io non voglio sostituirmi ad un medico o ad un terapeuta: mi occupo di estetica e poesia, non di psicologia. Questi concetti sono comunque correlati e sicuramente l’intraprendere un percorso artistico può essere salvifico e rivelatorio, in moltissimi casi. Ma è un accessorio, non una cura. Quindi il mio rapporto è accademico, io mostro la tecnica e guido l’esecuzione. Però negli anni ho “partorito” una prole artistica di cui mi sento indubbiamente responsabile ed è innegabile che con alcuni si sia stretto anche un rapporto molto profondo e di mutuo rispetto e affetto.

6. Per quanto riguarda il corpo e la nudità, come ti raffronti? Il tuo percorso artistico ti ha aiutato?
Voglio essere sincera: il lockdown, ma soprattutto il periodo successivo, è stato difficilissimo anche per me. Non sono a mio agio come prima con il mio corpo attuale, ma cerco comunque di amarlo e valorizzarlo, consapevole che è vittima di qualcosa di più grande di lui. Quindi cerco di rispettare le mie nuove forme e, mentre seguo un percorso che mi permetterà di tornare come prima, continuo la mia attività di modella, non potendo per il momento andare sul palco. Sono una Donna Nuda. Lo sono sempre stata e sempre lo sarò. Il corpo è l’unica cosa che abbiamo che ci accomuni al Divino, va amato in qualsiasi momento e se necessario curato, non vilipeso e bullizzato. La mia attività artistica mi ha aiutato solo a metterlo in mostra, ma io sono sempre stata ardente di desiderio di esibirlo: i miei tatuaggi, la texture e il colore della mia pelle, il movimento, le mie espressioni, celebrare il corpo è per me un atto magico, politico e poetico.

7. Hai qualche consiglio da dare a chi vuole avvicinarli al mondo dello spettacolo?
Questa domanda mi viene posta ogni volta e ogni volta mi sento di dire questo: abbiate rispetto, onestà e pazienza. Nell’era dell’autoreferenzialità e del numero di followers al posto delle competenze è un gesto di grande responsabilità avere l’umiltà di studiare, di imparare e di capire PRIMA e solo POI avviarsi in un’eventuale attività. L’onestà è soprattutto verso se stessi e le proprie reali capacità: non si è un’artista perché lo si scrive nella bio di Instagram e non sempre il pubblico è davvero consapevole del valore reale di una proposta artistica. Infine la pazienza è il consiglio più grande: lo spettacolo è un teatro abbastanza disastrato costellato da teste di cazzo insuperabili, non è facile farne parte ed è bene essere consapevoli che sarà per sempre un amore/odio.

8. Cosa ne pensi del panorama Burlesque in Italia? Ci sono differenze con le realtà estere?
Anche questa è una domanda che mi pongono spesso e mi fa sempre molto piacere rispondere, a scapito di quello che si possa pensare, che l’Italia non ha nulla da invidiare alle realtà estere, da un punto di vista della proposta. Abbiamo alcuni tra i migliori artisti al mondo, cresciuti nella culla stessa della recitazione, dell’architettura, della musica e delle belle arti. A livello organizzativo non ci sono differenze, il panorama è ovunque molto di nicchia e le varie organizzazioni vanno dalla più amatoriale alla più strutturata. Da un punto di vista economico, ovviamente, ci sono le penalità che affliggono anche gli artisti di altri generi: non essendo previsti sussidi per loro e non avendo lo stesso Welfare di nazioni come la Francia, ad esempio, è un panorama abbastanza trasversale, in cui le produzioni sono per lo più autofinanziate e non è sempre detto che chi abbia la disponibilità economica abbia anche le competenze per la gestione e viceversa.

9. Essendo un animale da palcoscenico, sei anche una DJette, organizzatrice di eventi e dirigi persino una rivista! Come riesci a conciliare tutto? Ci sono differenze con le realtà estere?
Sono una persona caotica e tendo ad annoiarmi e perdere interesse nelle cose, quindi concilio tutto in modo del tutto arbitrario, a seconda della necessità e/o dell’entusiasmo del momento. Non è molto bello da ammettere, ma è la verità!
Non sono qui per promuovermi o incensarmi, ma per condividere anche qualche mio limite, se possibile. Ho un carattere solare e allegro, ma ho anche un aspetto abbastanza oscuro, come tutti. Quindi vado a caso: sperimento, fallisco, provo, riprovo… è tutto molto avvincente e snervante, ma ne vale la pena: negli anni ho avuto la fortuna di assistere allo scaturire di cose meravigliose, quindi forse è un approccio che con me funziona! Di sicuro nel tempo sono diventata molto riluttante a sopportare l’arrivismo e la falsità delle persone, in quel caso chiudo i rapporti e vado per la mia strada: proprio perché la mia natura è caos, non tollero chi fa calcoli e strategie. Io non gioco a scacchi, piuttosto sono il piccione che rovescia i pedoni e caga sulla scacchiera! Gli attivismi glamour alla Miss Keta non fanno per me: è facile fare i provocatori a Porta Venezia, preferisco azioni concrete che cambiano leggi, persone, comunità intere laddove c’è una reale necessità culturale e sociale, dove è guerra vera, dove il bigottismo e la chiusura mentale sono problemi quotidiani. Quindi per portare avanti qualsiasi mia impresa, amo circondarmi di persone che amino davvero l’Arte e che non la sfruttino per secondi fini, ma che abbiano REALMENTE qualcosa da dire e da dare a livello artistico, politico ed etico.
Non credo che esista un’attività in cui io mi riconosca maggiormente, credo di essere una donna rinascimentale. Il mio futuro lo vedo nella creazione di spettacoli e costumi, ma anche nel coaching, finché la schiena me lo permette, è bello vedere nuove leve che si buttano nella mischia e portano rinnovamento con un occhio alla old school.

10. Dove possiamo seguirti?
Per il momento mi trovate su Instagram, il mio account è @miss.nuit.blanche. La mia attività di designer e creazione di costumeria e accessori, Etoiles Blanches è @etoilesblanchescreations, mentre la mia scuola e organizzazione di eventi è @chezblancheburlesque.
Sto lavorando ad una pagina OnlyFans, per la quale sto creando svariati contenuti in modo da garantire una pubblicazione più costante possibile.

Grazie a tutta la Family e grazie per questa bella intervista che mi ha fatto passare un po’ di tempo in riflessione e ricordi <3

Photos by Miss Sorry.

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