“MANNAJALAMADONNA!”
BY: Mannajalamadonna - @mannajalamadonna

Quando si dice “un nome (d'arte) che è tutto un programma”

Siete curiosi di saperne di più? 

Sarà lei stessa a raccontarci la sua storia, a dare preziosi consigli per chi decide d’intraprendere questa strada, a mostrarci come sia naturale cambiare idea per poi riscoprirsi in nuove vesti, o senza!

Ph: Lizzikillame

1. Da dove nasce questo nome?

Il mio nickname è nato sette anni fa. Ero sbarcata su Instagram, avevo appena iniziato a scattare, non esisteva in me l’idea che il nickname su un social potesse essere anche il tuo nome d’arte e cambiarlo ogni giorno non fosse una buona mossa; quindi mi divertivo a cambiarlo spesso. Un giorno scelsi come nick Mannaia – come il coltello – e alcuni miei follower calabresi mi scrissero sotto le foto “Mannajalamadonna”. E la cosa mi fece molto ridere. Così decisi di cambiare nuovamente il nome. Ed è da sette anni che il mio nickname continua a farmi ridere tanto. Però ora mi chiedono spesso: “Ma sei calabrese?”. Effettivamente il mio alter-ego non evidenzia le mie origini valtellinesi.

2. Raccontaci la tua prima esperienza su un set di nudo: cos’hai provato? come è andata?

La mia prima volta su un set di nudo, sempre sette anni fa, fu per scattare per Suicide Girls. Ero molto piccola, avevo solo un paio di tatuaggi e due ciocche di capelli blu. Vedevo le ragazze su quel sito e pensavo: “Wow, sono così favolose e sicure di sé! Come vorrei essere come loro…”. Ero piccola, insicura e non mi piacevo neanche molto. Il fotografo era molto bravo, l’avevo già conosciuto. Ci eravamo visti qualche giorno prima di scattare per un caffè e due chiacchiere sulla pianificazione dello shooting. Con lui mi sentivo a mio agio e questo sicuramente ha reso più semplice il set. La location era semplicemente fantastica: una camera da letto con la vasca da bagno nella stanza. Un sogno.

Se non ricordo male fu il mio quarto set; quindi non sapevo proprio come dovevo mettermi, cosa dovevo fare, mi sembrava di avere troppi arti da coordinare. Giuseppe, il fotografo, è stato molto bravo sia a dirigermi che a farmi sentire a mio agio. È stata una bellissima esperienza per un primo set di nudo integrale, mi reputo fortunata per aver potuto fare una collaborazione di quel livello così presto. Purtroppo, ci fu un problema. Quando mi mandò le foto, guardandole non mi sono sentita a mio agio; vedermi così nuda e in certe pose mi provocò un grande disagio, anche se dopo averle scattate le avevo riviste. E poi avevo così pochi tatuaggi e poche forme. Diciamo che non mi sentivo neanche all’altezza delle ragazze che avevo visto sul sito e così decisi di tenerle per me.

3. Come ti fa sentire il posare senza vestiti e come ti ha migliorata?

Con il passare degli anni, anche grazie alla fotografia, ho acquisito più confidenza con il mio corpo, che è cambiato negli anni, anche grazie ad alimentazione corretta ed esercizio fisico. Ora, quando mi guardo, non vedo più la bambina timida che avevo visto a 19 anni. Posare senza vestiti adesso mi fa sentire a mio agio, la trovo una cosa naturale e per niente volgare. Siamo nati nudi. È facile piacersi agghindate e truccate per uscire, ma il passo dell’accettazione più difficile penso sia piacersi guardandosi senza niente addosso. Ora mi piaccio così come sono, consapevole dei miei pregi e dei miei difetti, e il tempo passato sul set mi ha senza dubbio aiutato a capire come valorizzare maggiormente, o a volte nascondere, le parti di me che in quel momento non mi piacciono, ma che magari domani adorerò.

4. Qual è, per te, il motivo principale per cui una ragazza decide di spogliarsi di fronte a un obiettivo?

Le ragioni che possono spingere una ragazza a spogliarsi di fronte a un obiettivo possono essere molteplici, oggi sicuramente anche l’emulazione. Purtroppo, e dico purtroppo, perché molte potrebbero non essere pronte per un passo del genere, ma lo fanno per sentirsi maggiormente accettate a livello social. Una buona dose di esibizionismo, che non fa mai male, e la voglia di vedersi e sentirsi belle, o il fatto di sentirsi più sicure e naturali senza vestiti addosso che con un abbigliamento o in un contesto che non ci rappresenta, o il pensiero che il corpo nudo sia la più semplice forma d’arte, da sempre.

Ph: Lizzikillame

5. Quali sono per te le differenze tra il posare per un fotografo uomo o una donna?

Quando si lavora in modo professionale non ho mai notato grandi differenze tra fotografi uomo o donna. Invece le volte che, purtroppo, la professionalità viene meno, gli uomini si lasciano andare un po’ troppo facendo battutine che magari non ti fanno sentire a tuo agio se tra di voi non c’è la confidenza necessaria (fortunatamente, non ho mai avuto esperienze spiacevoli), e le donne che troppo spesso si mettono a parlare perdendo di vista il motivo per cui siamo sul set; purtroppo ho una vita molto frenetica e ci sta fermarsi a fare due chiacchiere, ma parlare per tre ore e fare trenta minuti di set trovo non sia un atteggiamento molto professionale. A parte questo non ho mai notato grandi differenze.

Ph: Lizzikillame

6. Che rapporto hai con il tuo corpo?

Attualmente con il mio corpo ho un ottimo rapporto, sto diventando più attenta ai segnali che mi dà.Bisogna cercare di ascoltarsi, a volte, per capire cosa ci fa bene e cosa no. Mi piaccio e, come ho scritto sopra, al momento non cambierei nulla di me. Mi piace avere un seno molto piccolo e un sedere molto sporgente, mi piace essere bassa ma proporzionata e trovo che il mio viso sia non convenzionale, mi piace anche avere qualcosa di strano, dato che sono strana di mio. Il rapporto con il mio seno in passato è stato molto conflittuale, più volte ho pensato di rifarmelo, ma ora ho capito che anche le tettine hanno il loro perché, LOL.

7. Hai mai avuto esperienze con haters? Se sì, come ti difendi?

Sinceramente, non mi sembra di avere mai avuto esperienze con haters; se sì, non me ne sono mai accorta. Fortunatamente sono circondata da persone che mi vogliono bene e mi sostengono, non ho tempo per vedere chi perde il suo tempo a odiarmi, magari non conoscendomi neanche.

8. Un consiglio che daresti a chi decide di approcciarsi a questo mondo per la prima volta?

I consigli che mi sento di dare sono:

– capire le reali motivazioni per cui lo si vuole fare; una scelta avventata non è mai una buona idea, meglio pensarci due volte prima di fare qualcosa che potrebbe rimanere in modo permanente su Internet. Sei pronta a ciò? Sei preparata al fatto che le tue foto nuda saranno per sempre su internet? Ho sentito troppe storie di ragazze giovani pentite e troppe volte mi son trovata a fare discorsi a ragazze che volevano iniziare a fare foto di nudo, anche abbastanza spinto, e poi le ho sentite lamentarsi che le loro foto erano andate in giro. Ricordatevi che la prima regola è: fate tutto ciò che vi sentite di fare, ma niente di cui in futuro potreste pentirvi. Quando mandate il cv, il vostro futuro datore di lavoro potrebbe googlare il vostro nome e far circolare un certo tipo di foto, e potrebbero vederle i vostri colleghi o i vostri parenti. Non fate certe cose solo per soldi, anche se il fotografo vi ha detto che quelle foto non verranno pubblicate;

– scegliete bene le collaborazioni: per il vostro primo set di nudo, vi consiglierei una ragazza se siete timide, così sicuramente vi sentirete più a vostro agio;

– non esitate a chiedere consigli e feedback sui fotografi ad altre modelle;

– non sentitevi arrivate. Mai. Quando vi sentirete arrivate vorrà dire che non avrete più motivo per andare avanti, che non avete più possibilità di crescita. Invece penso che un margine di miglioramento ci sia sempre, per tutto, come per la nostra bravura durante un set. Perché uno shooting si fa in due, ma non ci sarà sempre un fotografo che vi dirà come metterti in posa;

ma soprattutto divertitevi e spero di non essere stata troppo severa.

Ph: Lizzikillame

9. Dove possiamo seguirti?

Su Instagram mi trovate con l’account @mannajalamadonna

Su Facebook come Lisa Roxi 

#IAMNKDTIPS

Pensaci bene: naked on the Internet oggi, naked on the Internet tra venti, cinquanta e probabilmente cento anni.

OPPURE

Pensaci bene: il nickname che scegli oggi potrebbe rimanerti appiccicato per i prossimi cento anni.

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