Ale di Biasio - @censuradautore2
CENSURA D’AUTORE

“Ho capito che la censura non doveva essere un limite, ma un punto di forza”

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#censuradautore

#censuradautore è il favoloso progetto del fotografo Ale Di Blasio che in collaborazione con artisti, illustratori e fumettisti si oppone alle stringenti linee guida che regolano Instagram e Facebook in materia di nudo nell’arte.
Le illustrazioni, realizzate su misura dagli artisti sulle immagini di Ale Di Blasio, ribaltano totalmente il concetto di censura come negazione, e la trasformano in un valore aggiunto che possa in qualche modo “sdrammatizzare” l’erotismo e la nudità, rendendo questi aspetti più ironici e accettati dalla community virtuale.

1.Da dove nasce #censuradautore ?

#censuradautore nasce dopo che Instagram ha eliminato il mio account. Rientrare con le stesse modalità precedenti avrebbe potuto significare un’altra espulsione dal social, e iniziare di nuovo da capo, alla lunga, può diventare frustrante.  Così mi sono messo a pensare a come avrei potuto fare per diventare intoccabile. Ho capito che la censura non doveva essere un limite, ma un punto di forza. Ho subito contattato un’amica illustratrice e le ho parlato dell’idea che volevo metter su. Lei insieme ad altri amici mi hanno suggerito una serie di nomi di artisti digitali, li ho contattati, e alcuni di loro hanno accettato di partecipare. Un censura creativa, d’autore, che si plasmi sulla foto e con ironia stemperi la sessualità e l’erotismo, concetti che non piacciono molto a Instagram e Facebook.

2. Qual è l’intento di questo meraviglioso progetto?

Lo scopo è quello di ironizzare su un tema, in questo caso il nudo in tutte le sue forme ed espressioni, affinché esso diventi più fruibile e accettato. Piuttosto che una rivoluzione violenta, che spesso si trasforma in una lotta contro i mulini a vento, ho scelto un approccio pacifista, e come unica arma la creatività. L’intento è quello di mostrare un’aspetto del tutto naturale della nostra esistenza da un altro punto di vista, dove l’essere nudi ed esprimersi attraverso un corpo non sia così scandaloso, ma utile e divertente.

3. Quanto è importante la componente ironica in queste rivisitazioni d’autore?

Molto. L’ironia nelle censure deve essere direttamente proporzionale al grado di erotismo presente nella foto. Questa è la regola basilare. Se un nudo è elegante non necessariamente la censura deve essere ironica. Ma se nella foto sono presenti due soggetti ritratti in azioni esplicitamente sessuali, allora la censura dovrà essere altamente ironica. Diventa un gioco per chi guarda la foto: immaginare quale sia l’azione che stanno compiendo i soggetti attiva il cervello, e magari il messaggio viene elaborato come divertente e non “pericoloso”.

4. Come scegli o vieni scelto dagli artisti che collaborano al progetto?

All’inizio li sceglievo io, adesso sono loro che si offrono e scelgono di partecipare. Solitamente chiedo un portfolio: anche se posso vedere i loro lavori su Instagram, il portfolio denota il grado di professionalità. Dopodiché chiedo di fare una chiacchierata dal vivo o in video così ci si conosce e io posso spiegare nel dettaglio tutti i limiti e le particolarità del progetto. Mi piace inoltre che ogni artista abbia il suo stile e che sia evidente nelle censure. Devono esserci con la loro arte. Quindi non devono essere troppo simili nello stile, altrimenti non è divertente.

5. Hai detto di augurarti che #censuradautore in futuro non esista più: come speri che sarà questo futuro per noi artisti?

Per noi artisti non saprei, magari cercheremo di condurre altre battaglie, si dice che gli artisti siano dei visionari che ci mostrano il futuro.

6. Che opinioni e commenti hai ricevuto in merito al progetto? Ti sei sentito supportato?

In realtà ho ricevuto solo ed esclusivamente commenti positivi dove le persone urlano addirittura al “genio”. Mi fa molto piacere, ma mi preoccupa anche un po’, ricevere critiche costruttive fa sempre bene. Comunque pare che l’idea di #censuradautore piaccia molto e sui social ho ricevuto sempre molto supporto, anche da persone che non conosco direttamente.

7. Credi che ci siano ancora molti pregiudizi che riguardano la fotografia di nudo?

Sì, certo, i pregiudizi ci saranno sempre, non solo sulla fotografia di nudo.

8. Quanto sono (e sono stati) importanti i social nel tuo lavoro?

Sono molto importanti per sviluppare e far crescere i miei progetti personali, guardare il lavoro degli altri, capire le tendenze, gli stili, la contemporaneità. Essere connessi è un lusso che non hanno mai avuto le generazioni precedenti. Ma c’è sempre il pericolo che diventi tossico e vada a contagiare anche il lavoro. Ogni tanto è bene prendersi una pausa da queste piattaforme.

9. Come può, se può, sopravvivere un fotografo di nudo sui social?

Con costanza e determinazione, e soprattutto cercando di non “sgarrare”, è uno spreco di energie. Se sai che determinate foto non si possono caricare, perché farlo?! E soprattutto censurare bene, coprire bene le parti intime e non giocare sul vedo/non vedo

10. Progetti come #censuradautore possono fare la differenza in merito alla demonizzazione del corpo dato dalla censura?

Mi auguro di sì, ma sono convinto che non sia la censura a demonizzare il corpo. Credo che la censura sia un compromesso, ed è un mezzo potente se usato bene.

11. Perché hai deciso di dedicarti al nudo? Cosa significa per te fotografare un soggetto senza veli?

Perché è un tabù, e questa cosa mi affascina molto. E si imparano moltissime cose con la fotografia di nudo. Ai primi shooting di nudo che ho fatto ero molto imbarazzato e non sapevo come comportarmi. Possiamo dire che ero insicuro. Via via scattando ho acquisito maggiore sicurezza, la stessa sicurezza che poi cerco di infondere in chi viene a farsi fotografare da me ed è alle prime armi. A me, poi, piace definirmi ritrattista: considero ritratti tutte le mie foto di nudo. Che ci sia o meno un corpo nudo non fa molta differenza, a me piace giocare con la personalità di chi ho davanti, farla uscire. E quando le persone non hanno nulla addosso è più difficile nascondersi. È anche vero il contrario però, molte ragazze sono più nascoste quando sono nude rispetto a quando non lo sono. Ma il bello del mio lavoro è anche questo, per me è sempre una sfida capire come e giocare a stanarle.

12. Guardando i tuoi nudi la prima cosa che ci viene in mente è “armonia del corpo”. Che cosa ricerchi nei tuoi scatti?

Come dicevo prima ricerco personalità, è fondamentale per me. Se la personalità è forte si vede, e il corpo stesso si adatta e diventa più armonioso. Sarà forse per questo motivo, o almeno mi piace pensarlo.

13. Salutando e ringraziando Ale per la sua disponibilità, lo lasciamo con un’ultima domanda: quali sono i tuoi prossimi progetti oltre #censuradautore?

Questa è la domanda che mi mette più in difficoltà. Ogni tot affronto una crisi: è un periodo in cui riguardo il mio lavoro, lo analizzo e mi sento saturo. Sento il bisogno di trovare altro, perché odio ripetermi. Quindi adesso sono nella fase in cui devo capire se e quali progetti iniziare, oltre a quelli incompleti da portare avanti. Risentiamoci tra un po’ di tempo, magari riesco a darvi una risposta più precisa 🙂

#IAMNKDTIPS

Se non puoi batterli, aggira le loro restrizioni con creatività, a volte i “no” sono ottimi spunti.

E tu come trasformi i tuoi limiti in punti di forza? Scrivicelo nei commenti!