SIAMO LIBERI DI ESSERE COME DESIDERIAMO!
BY: Renato Buontempo - @renato.buontempo

Spesso viene etichettato come uno Sugar Daddy, ma Renato Buontempo è un fotografo che sa sempre trovare il bello nelle persone.

E noi lo abbiamo 'messo a nudo per voi'!

Ciao Renato, benvenuto su IAMNKD.COM!
Ciao IAMNKD, che bello essere qui e partecipare a questo stupendo progetto!

1. Parlaci un po’ di te e del tuo lavoro fotografico.
Iniziamo con le domande difficili, faccio sempre un po’ fatica a parlare di me, ma qui voglio “mettermi a nudo”!
Io sono un amante del bello e dell’arte, assolutamente incapace di disegnare, scolpire, suonare, ecc.
L’unica forma espressiva che sin da ragazzino mi è venuta sempre naturale è la fotografia e da lì, anche se tardi, l’ho fatta diventare il mio modo di raccontare al mondo quello che vedo di bello.
Ho sempre guardato con ammirazione la fotografia di moda degli anni ’90 e il lavoro di fotografi come Peter Lindbergh e Paolo Roversi e anche grazie al contatto con l’arte figurativa di tutti i tempi che la mia famiglia mi ha trasmesso, ho deciso di dedicarmi alla ritrattistica e alla fotografia di nudo.

2. Che cosa rappresenta per te la fotografia di nudo?
Io credo che la rappresentazione del corpo nudo sia un potente strumento per urlare al mondo due concetti per me importanti: “questo è l’essere umano ed è bello!” e “siamo liberi di essere come vogliamo!”.
Per quanto riguarda il primo, da sempre nell’arte esiste la rappresentazione del nudo, anche nell’arte sacra, come rappresentazione di bellezza non esclusivamente estetica, ma anche etica.
Quindi, quello che facciamo in fotografia (se fatto bene, ovviamente) è meramente la prosecuzione di un fil rouge narrativo insito nell’arte, che dal XIX secolo ha anche perso il carattere eminentemente iconografico, aggiungendo in più qualità estetiche molto più semplicemente profane: l’immagine nuda, sensuale ed auto referenziale.
Quando qualcuno obbietta che la rappresentazione del corpo femminile nudo è una sessualizzazione e “oggettificazione” dello stesso, io rispondo sempre facendo notare che potrebbe essere più sessuale un’immagine di una donna in tailleur e tacchi a spillo, rispetto ad un’immagine di un corpo nudo: la differenza la fa l’intenzione narrativa, non il soggetto.
Per il secondo punto, invece, trovo che il concetto puritano di censura che oggi ci troviamo a subire su tutti i canali sia profondamente lesivo della libertà di essere e di espressione della gente: piuttosto se si ritiene che certe immagini possano offendere alcune categorie, andrebbe creato un filtro a priori sui contenuti che gli utenti scelgono di vedere, non su quello che si vuole condividere.
Infine, ho iniziato ad approcciarmi alla fotografia di nudo esplicito ed erotico, che prima temevo per paura di produrre cose volgari, ma devo dire che grazie alla collaborazione di persone fantastiche penso di aver superato quella preoccupazione e aver realizzato qualcosa di bello.

3. Le difficoltà che un fotografo di nudo affronta in ambito privato e lavorativo, ti è mai successo? Ti va di parlarcene?
Nessun problema!
Io ho sempre preferito trasmettere i miei lavori senza pseudonimi e assolutamente alla “luce del sole”, ma mi è capitato di incontrare il biasimo e la critica delle persone che lavorano con me. Avendo io un ruolo in azienda, hanno ipotizzato che la mia attività fotografica potesse mettere in discussione la mia serietà e credibilità a livello professionale.
Immediatamente ho preso male la cosa, sentendola come una profonda ingiustizia e privazione di libertà, poi mi sono ripreso e ho deciso di andare avanti senza problemi, semplicemente evitando di raccontare e mostrare i miei lavori alle persone che sapevo che non li avrebbero valutati nel modo giusto, ma solo attraverso l’occhio puritano.
In ambito lavorativo ho così imparato a selezionare bene le persone a cui trasmettere ciò che faccio, però senza mai nascondere la mia passione, solo pubblicizzandola alle persone giuste.
In ambito privato è stato più facile, la mia famiglia non solo rispetta quello che faccio, ma mi fa anche commenti incoraggianti, costruttivi e a volte simpaticamente irriverenti: non è raro sentire mia madre commentare le mie foto con frasi tipo “che bel culo quella ragazza, ma maschietti non ne fotografi mai?”.

4. Sei stato fotografato dalla nostra Miss Sorry nell’ambito del progetto “stickers” riguardante le etichette che ci vengono imposte, la tua era “sugar daddy”, come mai?
Ah che bella esperienza! Devo prima di tutto ringraziare Miss Sorry per avermi permesso di partecipare, mi sono divertito davvero tanto!
Tutto nasce dal fatto che i miei amici di infanzia, con alcuni dei quali sono ancora oggi in contatto, scherzano sempre e commentano maliziosamente sul fatto che io interagisca con ragazze giovani e disinibite.
Alcuni di loro non si capacitano come faccia io a “resistere” davanti ad una ragazza nuda e spesso insistono sulla cosa facendo anche, a volte, fastidiose insinuazioni.
E non comprendono come, in alcuni casi, si possa essere stabilita anche una relazione di amicizia
Per questo, ho voluto rappresentare esattamente quello che pensano, ossia che in particolare le ragazze mi considerino solo per i “vantaggi” che posso offrire loro, sia in termini professionali che economici.
Per questo, quindi sarei uno “Sugar Daddy”!

5. Una cosa che salta all’occhio guardando le tue immagini è la diversità di soggetti, corpi e attitudini non sono mai ripetitivi, è una scelta voluta?
Assolutamente!
Sono davvero contento che sia evidente, fa parte del messaggio che voglio trasmettere e ci provo con impegno.
Sebbene ovviamente anche io abbia i miei gusti in tal senso, odio profondamente il concetto di stereotipo e l’omologazione che ne consegue alla trasmissione dello stesso, per cui cerco continuamente di rappresentare persone, modi, corpi e situazioni diverse.
In aggiunta, in relazione alla bellezza della figura umana, essendo un entusiasta, riesco sempre a trovare il bello (quello che a me piace, almeno) nelle persone!

6. Sappiamo che sei un appassionato di fine art, che cos’è quest’arte e cosa rappresenta per te?
Attenendoci alle definizioni ufficiali, in fotografia si intende un processo completo che produca un’immagine con contenuti tecnici e artistici, la cui qualità non decada nel tempo.
In parole povere, un prodotto artistico!
Per quanto mi riguarda, la produzione di fotografia fine-art è un obbiettivo che cerco spesso di raggiungere, ma credo che ci sia ancora strada da percorrere: ogni tanto riguardo alcuni lavori di anni fa e mi chiedo se possano ancora oggi essere esteticamente e qualitativamente validi e, se con la severità che contraddistingue il mio auto-giudizio, la risposta è sì, questo per me è motivo di soddisfazione!
Da qualche anno ho aggiunto la stampa digitale al mio workflow fotografico e questo mi ha permesso di valutare ancora meglio questo aspetto: la fruizione fisica dell’immagine digitale completa il processo ed aggiunge ulteriori contenuti estetici che prima sentivo mancare.

7. Dove possiamo seguire e vedere il tuo lavoro?
Sul mio sito web personale www.renatobuontempo.com o su Instagram @renato_buontempo.
Per chi volesse contribuire al lavoro mio e delle persone che posano per me, può farlo su www.patreon.com/colectivo_t.

#IAMNKDTIPS
La figura umana è bella proprio perché è varia!
Cosa ne pensate di questo sugar daddy? Raccontacelo nei commenti.