UOMINI DI PESO
BY: Alessandro Carella - @_alessandrocarella

120 kg di positività!

Sapevate che esiste un mondo Plus Size maschile? Noi lo abbiamo scoperto grazie ad Alessandro e al suo blog Uomini di Peso.

Ciao Alessandro! Che bello averti nella nostra Family. Vuoi presentarti?
Ciao a tutti sono Alessandro, ho 34 anni e vivo a Monza. È un grande piacere ed onore essere ospitato in questo progetto, perché @iamnakedontheinternet è e sarà un grande punto di riferimento per tante persone e generazioni, che su internet, ma non solo, hanno avuto e hanno tuttora grosse difficoltà ad essere compresi ed accettati.

Raccontaci del tuo progetto Uomini di Peso!
Uomini di Peso, blog dedicato al mondo Plus size maschile cercando di toccare argomenti importanti come il body positive, la fat acceptance e l’accettazione del proprio essere, indipendentemente da qualsiasi nostra caratteristica fisica. Quanti uomini e ragazzi grazie al mio blog, hanno capito di poter esser sexy e amati da chiunque, e sono contento che anche molti ragazzi hanno imparato a valorizzarsi e amarsi di più.

Nel corso della mia vita ci sono state tante, tantissime esperienze di body shaming, episodi, frasi ed espressioni vissute sia in famiglia sia nella vita sociale quotidiana, alle quali ho sempre saputo, o comunque sempre cercato di reagire, rispondendo e confrontandomi, anche se a volte hanno lasciato segni e strascichi. Le esperienze portano sempre stati d’animo particolari, poi ognuno reagisce a proprio modo, c’è chi riesce a proseguire per la propria strada senza nemmeno badare o rendersene conto e invece c’è chi purtroppo si chiude in se stesso, spesso senza trovare un aiuto, senza trovare quella forza necessaria per rinascere e ripartire.

Quello che mi ha spinto ad aprirmi e a mostrarmi, si perché spesso anche io pubblico mie foto in intimo o in doccia, cosa che dovrebbe essere comune anche per un ragazzone di 120 kg , è stato senza dubbio il fatto di essere in grado di andare contro il body shaming, di affrontare chiunque avessi da dire e deridere il mio corpo, caricando spesso su di me critiche e sguardi, facendo da scudo a chi, quei giudizi, quelle parole, farebbero davvero molto male.

Così in qualche anno sono diventato una specie di punto di riferimento sia a livello italiano sia a livello internazionale, pensate sono riuscito a finire anche in un articolo di Men’s Health, la rivista della perfezione maschile per eccellenza!

Qualche esibizione anche in pubblico: 4 anni fa prendendo parte ad un progetto di una fotografa tedesca, siamo andati sotto l’Arco della Pace a Milano, ed in intimo abbiamo sfoggiato i nostri corpi in una specie di mini flashmob, mentre 2 anni fa ho preso parte ad un evento, sempre a Milano, dedicato al body positive, e ho sfilato con tante ragazze e qualche ragazzo davanti al Duomo di Milano, ovviamente sempre in intimo. Che soddisfazioni, che emozioni, che adrenalina dimostrare a se stessi, prima di tutto, che ognuno di noi può essere esattamente ciò che desidera, che nessuno deve avere il diritto di giudicarci, di dirci cosa essere e come esserlo.

È troppo importante capire e conoscere il proprio corpo, è la nostra macchina, il nostro modo di essere nella nostra esistenza. Non odiatelo, non disprezzatelo è la cosa più cara che ognuno di noi possiede.

Ognuno di noi è unico, con la propria personalità, le proprie scelte ed il proprio modo di essere e vivere, queste sono le uniche caratteristiche che ci rendono speciali.

Amiamo il tuo messaggio, però hai usato dei termini che non tutti conoscono.
Ti va di spiegarli meglio?

Ho nominato e toccato tre argomenti quali Fat Accepatance, Body Positive e Body Shaming che ai più potrebbero non dire nulla o poco, vediamo quindi di spiegare i concetti principali e di cosa stiamo parlando.

Innanzitutto con il termine Body Shaming si intende il fatto di deridere qualcuno per il suo aspetto fisico, è un ciclone di commenti offensivi, sarcastici e velenosi, su chi di mostra “troppo grasso”, “troppo magro” o semplicemente ha un corpo che non corrisponde ai parametri imposti dalla società, tutto questo ovviamente con l’avvento del web e dei social è diventato tutto più amplificato, immediato e diretto. Una tendenza imbarazzante e inaccettabile per chiunque si permetta di praticarlo, delle volte anche involontariamente, perché anche commenti che potrebbe sembrare innocui, sono in realtà Body Shaming e andrebbero evitati e combattuti in tutte le loro forme, non vi è mai capitato di sentir dire o dire voi stessi: Ma quanti tatuaggi ha? Le si vede la cellulite, non dovrebbe pubblicare foto in costume oppure anche un “Ti vedo dimagrit*” può diventare una sentenza giudicante e non richiesta, anche perché non possiamo sapere cosa quella persona ha attraversato o sta attraversando, ovviamente se un commento del genere è affermato fuori contento o fuori luogo.

Nominando invece Fat Acceptance e Body Positivity andiamo ad indicare due movimenti diversi, nonostante nascano da una voglia di rivalsa che li accomuna.

Il movimento della Fat Acceptance nasce negli anni ’60, è un’organizzazione statunitense, nata dopo alcune eclatanti manifestazioni, che voleva educare e sensibilizzare le persone su quello che volesse dire essere grassi all’interno della società. E’ invece degli anni ’90 The Body Positive l’organizzazione, sempre statunitense che offre una varietà di risorse e programmi per aiutare giovani e adulti ad amare e valorizzare il loro corpo e la loro salute, ovviamente la Body Positivity grazie ai social soprattutto nell’ultimo periodo ha acquisito molta notorietà, ed è innegabile come essa abbia avuto un impatto sociale ed economico importante, è facile notare come molti brand e agenzie abbiano incluso modelle e modelli plus-size all’interno delle loro campagne pubblicitarie e abbiano creato anche linee di vestiti con taglie che possano includere tutti i tipi di fisici o semplicemente anche la presenza mediatica di persone grasse o di chi non rispetta i fottuti canoni standard di bellezza.

Insomma quello che la Body Positivity vuol dire è che è importante amare se stessi ed il proprio corpo, in ogni sua particolarità, anche se il resto del mondo dice il contrario mentre in parallelo la Fat Acceptance vuole sottolineare come il problema di noi persone grasse all’interno della società non si basa solo sul livello di amore che proviamo per noi stessi, perché l’amore che sentiamo o meno guardandoci allo specchio non andrà ad eliminare le discriminazioni che subiamo giornalmente, ovvero come noi persone in sovrappeso veniamo sistematicamente stigmatizzati, stereotipati e denigrati quasi in ogni aspetto della vita. Dobbiamo preoccuparci che le sedie dei ristoranti ci reggano, che non mi vada ad incastrare tra un tavolino e l’altro, oppure che le cinture di sicurezza degli aeroplani siano abbastanza lunghe ed i sedili abbastanza spaziosi, ma non solo perché spesso dobbiamo anche sperare che l’eventuale datore di lavoro non ci ritenga inadatti a causa del nostro essere più voluminosi, o si porti dietro tanti stereotipi come per esempio quello della pigrizia e dell’incostanza, quindi questa è una battaglia che non può fermarsi solo agli slogan sull’accettazione del nostro corpo.

Se volete conoscere di più Alessandro e Uomini di Peso potete seguirlo su Instagram @_alessandrocarella & @uominidipeso,  su Facebook e ovviamente sul blog uominidipeso.blogspot.it.

Thanks to:
Irene Ortega (foto 1.2.3), Marta Cuzzone (foto 5) e Antonio De Santis (foto 5, 6,7).

#IAMNKDTIPS
Amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati, amati…